Finanza e Mercati - 15 febbraio 2018
L'Italia torna a crescere, il credito un po' meno e non per tutti

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Scopri i costi dell’anticipo fatture e RiBa nella tua regione aggiornati a Settembre 2017

Credimi continua nella sua attività di informazione sul credito per le aziende italiane. In esclusiva i tassi d'interesse per regione elaborati dal bollettino di Banca d'Italia.

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Osservatorio sui tassi, il vero costo del credito per le aziende

di: Silvia Serraiocco

Secondo Banca d’Italia il volume di credito erogato alle imprese ha ripreso a salire (di un misero 0,3%) ma ancora una volta solo per le imprese più grandi. Allo stesso tempo scendono le sofferenze sui debiti.

Gli ultimi dati disponibili da Banca d’Italia (riferiti al 30 settembre  2017) mostrano che la quota di prestiti ottenuta dal primo 10% degli affidati è pari al 79,8% del totale. Per contro, il restante 90% dei clienti (per lo più piccola e media impresa) ottiene poco più del 20% degli impieghi. In sintesi dei 1.500 miliardi erogati dagli istituti di credito ben 1.200 sono stati prestati a un ristretto numero di imprese di grandi dimensioni. Le grandi imprese continuano quindi a ricevere la quasi totalità dei prestiti bancari.

Le sofferenze bancarie sono in calo di quasi il 10% rispetto al 2016, ma comunque ammontano a ben 170 miliardi. E' interessante esaminare la percentuale delle sofferenze in capo al primo decile degli affidati*; i grandi debitori sono più 'virtuosi' a Sondrio, Agrigento e Lodi dove le loro sofferenze si attestano sotto il 70% (a fronte di una media nazionale attorno all'80%) mentre le provincie più critiche per le sofferenze derivanti da grandi affidati sono LaSpezia, Bolzano, Roma e Parma, tutte ben sopra l'85%. A riprova che la mappa del rischio per dimensione e geografia mostra spesso dati inaspettati.

La buona notizia è che a novembre 2017 la quantità assoluta dei finanziamenti alle imprese è tornata ad aumentare, seppur solo dello 0,3%. Purtroppo l'aumento è ancora una volta concentrato sulle imprese medio-grandi i cui finanziamenti sono aumentati dello 0,6% mentre nello stesso periodo le imprese piccole e micro hanno visto contrarre il volume dei finanziamenti dell'1%. Questi dati suonano ancora più preoccupanti nel contesto di un'Italia il cui PIL sta tornando a crescere a un ritmo ben superiore al punto percentuale, su base annua.

Rimane il fatto che anche se una piccola e media impresa riesce ad accedere al credito, lo fa ancora a tassi molto elevati:

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Continua quindi a esistere un gap marcato tra le aziende che hanno accesso al credito e quelle che fanno fatica ad ottenerlo. E' fortemente in dubbio che la leggera ripresa del credito bancario riesca a  supportare quelle tante aziende in rapida crescita, comprese molte di dimensioni più piccole, e che hanno ripreso a fare investimenti in impianti, persone e in espansione commerciale. La buona notizia per loro è che finalmente il 2017 ha visto una grande espansione della finanza alternativa e digitale che riesce a offrire una concreta alternativa alla tradizionale finanza bancaria.

Questi dati sono confermati anche dalla nuova elaborazione dell'Osservatorio sui Tassi di Credimi, basato sui dati del Bollettino Economico di Banca d’Italia, che evidenzia nuovamente una grande distanza tra i tassi medi praticati sui grandi finanziamenti a breve, che si attestano intorno al 3,5%, e quelli dei piccoli finanziamenti, fino a 50.000 euro, che costano ancora oggi più del doppio, il 7,6%.
Dati che si impennano al Sud Italia e nelle isole: il tasso medio sugli autoliquidanti praticato al Sud è del 5,4% vs il 3,8% dell'Italia del Nord e, ad esempio, un finanziamento sotto il 50.000 euro in Lombardia costa il 6,8% mentre in Calabria lo stesso finanziamento ha un tasso del 13,2%.

Scarica gratuitamente il nuovo report sui tassi di Credimi e scopri quanto costa mediamente  finanziarsi nella tua regione:

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I tassi riportati nel report sono effettivi ed includono anche commissioni e spese come il costo delle linee di credito o l'istruttoria di cedenti e ceduti. 

Credimi rappresenta un esempio di come la finanza digitale può aiutare le imprese più moderne e dinamiche: è una fonte di finanziamento aggiuntiva, sempre disponibile, veloce e semplice da attivare, completamente senza costi fissi. 

 

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Fonti: Bollettino B.ca d’Italia, Q3 2017, CS B.ca d'Italia antiusura, Settembre 2017 

* Da elaborazione Ufficio Studi CGIa 27/01/18

Categoria: Finanza e Mercati

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