Finanza Aziendale

Quali sono i costi di un finanziamento per PMI? | Credimi

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Quali sono i costi di un finanziamento? Questa è senza dubbio una delle domande più importanti che si fanno imprenditori e imprenditrici quando devono selezionare il finanziamento più opportuno per i propri fabbisogni aziendali di liquidità.


In questo articolo abbiamo provato a fare un elenco dei principali costi di un finanziamento per la tua azienda, ovvero:

  • spese di istruttoria
  • spese notarili
  • imposte e tasse
  • spese di assicurazione
  • spese di incasso rata
  • spese di insoluto rata

 

Costi di un finanziamento: cosa comprendono

La normativa bancaria prevista dall’art. 121 del Testo Unico Bancario (TUB) prevede che tutti i contratti di finanziamento indichino, in aggiunta al Tasso Nominale Annuo (TAN), un ulteriore tasso di interesse, denominato Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), ovvero il “costo totale del credito, che indica gli interessi e tutti gli altri costi, incluse le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili, che il consumatore deve pagare in relazione al contratto di credito e di cui il finanziatore è a conoscenza”.

I contratti devono pertanto riportare, in aggiunta al TAN ed al TAEG, tutte le condizioni economiche e le spese accessorie applicate al finanziamento, concordate nelle specifiche clausole nel contratto, riportate in un “documento di sintesi” finale.

Questo documento di sintesi ha la funzione di riepilogare in maniera analitica tutti gli oneri applicati che possono contribuire a far lievitare il costo del finanziamento, in quanto vanno ad aggiungersi agli interessi previsti dal tasso contrattuale, ovvero al TAN.

 

Quali sono questi oneri?

Vediamo i principali.

Spese di istruttoria

  • da corrispondere alla stipula del contratto o direttamente trattenute dall’importo erogato, che hanno la funzione di remunerare l’intermediario finanziario per le formalità,le analisi economico/finanziarie e la gestione della pratica svolte al fine di perfezionare la pratica. Tali oneri sono solitamente espressi o in valore assoluto o in percentuale rispetto all’importo finanziato (ad esempio pari allo 0,5% dell’importo erogato).

     

    Nella categoria delle spese di istruttoria possono essere incluse ulteriori voci, quali ad esempio commissioni aggiuntive per la predisposizione delle pratiche di richiesta di garanzia al Fondo di Garanzia delle PMI.

Spese notarili

  • sono legate all’eventuale costo del notaio, che si rende necessario qualora a garanzia del finanziamento siano richieste garanzie di tipo reale su immobili, quali ad esempio delle ipoteche. A tal proposito, è bene ricordare che le spese notarili, oltre ad aumentare il costo del finanziamento, possono non essere quantificate nel documento contrattuale (e quindi, non essere incluse nel TAEG) in quanto onorari professionali strettamente legati al notaio scelto dal cliente.

Imposte e tasse

  • sono trattenute dall’intermediario finanziario, ma a carico del cliente e dovute all’erario al fine di assolvere agli adempimenti tributari previsti dalla normativa. A tal proposito si ricorda, ad esempio, l’imposta sostitutiva dello 0,25% per i finanziamenti chirografari con durata superiore a 18 mesi applicata sull’importo erogato o, in alternativa, l’imposta di registro di 200 €.

Spese di assicurazione

  • queste includono i costi periodici (o una tantum) derivanti da eventuali premi per coperture assicurative specificatamente richieste per l’ottenimento del finanziamento, quando il beneficiario dell’assicurazione risulta essere di norma l’istituto di credito erogante. Ad esempio, in tali voci di spesa rientrano le assicurazioni obbligatorie sugli immobili oggetto di ipoteca, le assicurazioni obbligatorie sui beni in leasing, le assicurazioni sulla vita dei soci nel caso di finanziamenti erogati a società di persone ed ancora assicurazioni sulla vita del debitore nel caso di professionisti e ditte individuali. Si specifica che tali costi di finanziamento si manifestano solo dove c’è “l’obbligo” di stipulare una polizza come, ad esempio, nel caso di un mutuo casa al fine di assicurare l’abitazione stessa.

Spese di incasso rata e di insoluto

  • Le prime sono spese (eventuali) applicate in misura fissa, in occasione del pagamento delle rate del prestito, che, se previste oscillano tra 1€ e 3€, e sono addebitate in occasione del pagamento di ciascuna rata.
  • Le seconde sono commissioni applicate in misura fissa a seguito del mancato pagamento di una o più rate.

Spese di estinzione anticipata

Gli oneri riportati fin qui fanno tutti riferimento a spese a carico del cliente da applicarsi in sede di stipula del contratto (per esempio, le spese di istruttoria), o nel corso di vigenza del piano di rimborso (per esempio, le spese di incasso rata).

Per valutare correttamente il costo di un finanziamento è però necessario tenere in considerazione altre voci di spesa, che possono essere applicate nel caso in cui il cliente decida di estinguere il finanziamento prima della scadenza naturale, ovvero le spese e commissioni di estinzione anticipata.

Le spese di estinzione anticipata rappresentano per il cliente, un costo legato ad una maggior flessibilità derivante dalla possibilità estinguere il debito prima della scadenza contrattualmente prevista, mentre per l’intermediario finanziario una remunerazione legata ai mancati interessi che avrebbe incassato nel caso in cui il finanziamento fosse giunto alla sua scadenza naturale.

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Promemoria

Tieni in considerazione che tali voci di spesa non rientrano nel calcolo del TAEG, in quanto oneri eventuali, applicabili a seguito di una scelta del cliente e non quantificabili al momento della stipula del contratto di finanziamento, in quanto strettamente legate al momento specifico in cui il cliente intende esercitare la sua facoltà.

Le commissioni di estinzione anticipata possono essere di diversi tipi:

1) in alcuni casi la commissione di estinzione anticipata è pattuita in percentuale sul debito residuo alla data di estinzione anticipata. Ad esempio, se la commissione è pari al 2% ed il debito residuo alla data di estinzione anticipata è di € 50.000, la commissione applicata sarà pari ad 1.000€;

2) in altri casi la commissione di estinzione anticipata è formulata in maniera più complessa. Si pensi, ad esempio, ad una clausola che recita: “in caso di estinzione anticipata verrà corrisposto alla banca un importo pari alla sommatoria del valore attuale di tutte le rate non pagate, attualizzate ad un tasso pari alla metà del TAN contrattuale riportato all’art. 3 del contratto di finanziamento.”

Facciamo un esempio

Proviamo a fare un esempio concreto, prendendo come esempio un finanziamento regolato con le seguenti condizioni economiche ed il relativo piano di ammortamento:

Immagina ora di voler estinguere anticipatamente il finanziamento in occasione del pagamento della rata n.10; la clausola di estinzione anticipata prevede che l’ammontare da retrocedere alla banca sia pari alla sommatoria dell’attualizzazione delle restanti 10 rate (dalla n. 11 alla n. 20) ad un tasso pari al TAN/2 ovvero ad un tasso dell’1,25%.

Dai conteggi riportati emerge che, a fronte di un debito residuo di 128.892,83€, la somma da corrispondere alla banca sia pari a 131.111,49€ la quale sconta una commissione di estinzione anticipata pari ad 2.218,66[1] € che ammonta all’1,72% del debito residuo (derivante dal rapporto fra 2.218,66/128.892,83).

In aggiunta agli oneri sin qui riportati, fai attenzione ad un ulteriore aspetto; in sede contrattuale ci possono esserci delle clausole (cosiddette clausole “floor”) che, applicate ai finanziamenti a tasso variabile (ad esempio indicizzati all’Euribor) limitano l’andamento al ribasso del tasso variabile.

Immagina di avere un finanziamento ad un tasso (TAN) pari all’Euribor 3m + 3% di Spread. Il tasso Euribor 3m è pari a 0,10% pertanto il finanziamento è inizialmente regolato ad un TAN del 3,10% (ovvero 0,10% Euribor 3m + 3% spread).

Nel contratto è inoltre presente una clausola che recita: “variazioni in diminuzione dell’Euribor 3m al di sotto dello l0% saranno assunte pari a zero”.

Cosa accadrebbe al TAN del finanziamento nel caso in cui l’Euribor 3m dovesse calare al valore di -0,50%?

Il TAN, nonostante la riduzione dei tassi d’interesse, diverrebbe solo pari al 3,00% (in luogo del -0,50%+3,005 = 2,50%), impedendo al cliente di beneficiare della riduzione di 0,5 punti percentuali del tasso d’interesse, che viceversa si otterrebbe in caso di assenza della clausola “floor”.

PianoAmmortamento

Come avrai capito è fondamentale avere un'idea chiara di tutte le voci che confluiscono nei 'costi di un finanziamento'. Ma non è finita qui....


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A proposito di InFinance

inFinance è una società di formazione e consulenza specializzata in Corporate Finance, Controlling e Banking. Tutte le attività si caratterizzano per un approccio concreto, diretto e pragmatico. inFinance collabora con le principali banche e aziende italiane ed è, inoltre, attiva nello sviluppo e nella diffusione della cultura finanziaria attraverso video, working paper, articoli, libri e convegni.

A proposito di Michele Moglia, Dottore Commercialista, analista finanziario, formatore e consulente.

Laureato in Management e Finanza è esperto nella valutazione dei prodotti derivati di tipo interest rate swap. Si occupa della gestione dei rapporti tra banche ed imprese, di pianificazione finanziaria di breve e lungo termine, di gestione di crisi di impresa e operazioni straordinarie; ha particolare expertise nelle aziende in fase di start-up. Senior Analyst in FSA Corporate Finance è membro della faculty interna di inFinance. È co-autore del libro "In Dare o in Avere?" della collana Keep it Simple di inFinance.

 

[1] ovvero pari ad 131.111,49€ - 128.892,83€ di debito residuo post pagamento rata n.10.

 

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