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Fintech e banche: come cambia la finanza oggi

Il rapporto tra banche e fintech cambia velocemente

di: Silvia Serraiocco

Come in ogni ambito dell’innovazione digitale, anche il fintech ha cambiato le regole del gioco nel mondo finanziario. Le app e gli strumenti tecnologici messi in campo negli anni più recenti hanno fornito un’integrazione potente o addirittura un’alternativa vantaggiosa e credibile al sistema tradizionalmente monopolizzato da banche e grandi investitori. Dal crowdfunding al private banking fino ai pagamenti da mobile o allo scambio di bitcoin, le nuove tecnologie hanno fatto venir meno una serie di passaggi prima ritenuti essenziali, segnalando una differenza fondamentale fra i mondi di fintech e banche.

Fra fintech e banche l’utente sempre più al centro

Gli imprenditori possono oggi rivolgersi direttamente al mercato per cercare finanziamenti invece di attendere il responso degli investitori o delle banche; ogni individuo può gestire il proprio conto corrente senza rivolgersi agli sportelli della propria banca; trasferire fondi da un Paese all’altro non ha più bisogno di intermediari e costi onerosi. Tutti effetti di una disintermediazione che diviene un fattore fondamentale in un’economia in cui velocità e flessibilità sono le caratteristiche più richieste.

Ne consegue che anche il consumatore dei servizi finanziari è inevitabilmente cambiato: l’approccio “always online” ha moltiplicato non solo la quantità, ma anche le possibilità di accesso a dati e informazioni finora preclusi; inoltre, la diffusione di PC, smartphone e tablet ha spinto gli utenti a utilizzare servizi come le app bancarie o i portfolio di investimenti online con la stessa facilità e immediatezza con cui si mandano mail e o si controlla un profilo social.

 

Una nuova sfida anche per le banche

Inevitabile, dunque, che le start up della tecnofinanza abbiano portato un’enorme modifica nel rapporto con le istituzioni bancarie, applicando una specie di livellamento in cui anche anche nuove realtà possono imporsi sul mercato senza il supporto di enti più grandi o intermediari. Questo comporta un sicuro momento di riflessione e cambiamento per le banche tradizionali: secondo una riceca di Citigroup, dal 2010 al 2015 gli investimenti nel fintech sono decuplicati arrivando a oltre 19B$, e realtà emergenti come la Cina contano già tanti clienti di imprese finanziarie digitali quanti sono quelli delle banche tradizionali.

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Non bisogna però pensare che il fintech sia un’alternativa assoluta alle banche tradizionali, anzi la prospettiva più efficace è quella di una collaborazione fra queste istanze. Le banche, in particolare, sono sempre state abituate a cercare alleanze con altri enti finanziari all’interno del proprio stesso settore: oggi, invece, vanno cercate in un più ampio spettro che possa creare sinergie efficienti e trasparenti con le modalità digitali. Tutto ciò per aumentare e migliorare l’user experience: servizi più rapidi, comprensibili e interattivi (con o senza il supporto di una rete bancaria “fisica”) sono il futuro inevitabile della finanza mondiale. Le banche, per non venire totalmente superate, devono in questo caso prevedere e agevolare con intelligenza e coraggio questo tipo di interazioni.

 

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