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La storia e i valori di Ariston Thermo

Ariston Thermo, storia di successo raccontata da Paolo Merloni

Una felice combinazione di imprenditoria, management e finanza.

Ignazio Rocco & Paolo Merloni

Ariston Thermo: l’azienda

Ariston Thermo è un’azienda internazionale tra i leader nel settore del riscaldamento dell’acqua e degli ambienti.
• Nel 2017 il Gruppo ha registrato un fatturato di € 1,57 miliardi e ha venduto 7 milioni di prodotti in oltre 150 Paesi.
• L’azienda conta 7.000 dipendenti, 65 società operative e 5 uffici di rappresentanza in 38 Paesi e 26 siti produttivi in 15 Paesi.

Una conversazione con Paolo Merloni, Presidente Esecutivo di Ariston Thermo

02 Paolo Merloni Presidente Esecutivo

Q: Paolo: tu ami molto di più lavorare in azienda che parlarne all’esterno, ma Ariston Thermo è uno dei gioielli della imprenditorialità italiana. Sviluppa 1.57 Miliardi di fatturato, il 90% sviluppato all’estero, in 150 paesi, dei quali 15 vedono una presenza produttiva diretta; il tutto anche grazie a 11 acquisizioni effettuate negli ultimi 7 anni. Ci puoi raccontare le tappe principali di questa storia?

A: Più che di tappe parlerei di due degli ingredienti fondamentali della nostra storia: il primo è l’aver intrapreso un percorso di crescita organica e nello stesso tempo una serie di acquisizioni, a partire dagli anni 2000; il secondo è aver deciso una forte managerializzazione dell’azienda, con persone esterne alla famiglia e di altissima qualità. Questa doppia strategia ha portato ai nostri risultati attuali, con una crescita significativa a livello globale, un miglioramento dell’efficienza e della produttività e un impegno crescente in ricerca e sviluppo.

Q: Quanto è importante l’innovazionein un’azienda come Ariston Thermo e in quale direzione vanno i vostri investimenti?

A: L’innovazione ha un ruolo fondamentale nel nostro percorso di sviluppo, presente e futuro, specialmente se legata alla sostenibilità, e proprio in questa direzione abbiamo deciso di indirizzare i nostri investimenti sui prodotti e sui processi; operiamo in un settore in rapido cambiamento, in cui la tecnologia è sempre più protagonista, in questo ambito vogliamo essere degli apripista.
In questi anni abbiamo investito in innovazione e digitalizzazione, sia in termini di processo, come dimostra l’adozione della metodologia WCM nel 2010, oggi operativa in 13 stabilimenti, e volta a migliorare la produttività e a garantire la qualità dei nostri prodotti e servizi, sia di prodotto, con lo sviluppo di un’offerta di prodotti e servizi sempre più “connessi” ed efficienti, in grado di anticipare le richieste dei mercati e di dare un forte contributo alla salvaguardia dell’ambiente. Per quanto riguarda i paesi, investiamo in tutti quelli in cui siamo presenti, però l’Italia resta capofila in fatto di investimenti in innovazione, con gli stabilimenti marchigiani di Arcevia e Osimo premiati lo scorso anno con la medaglia di bronzo WCM. Sempre come investimento in Italia, posso citare il recente accordo per l’acquisizione dello storico impianto di Albacina e l’inaugurazione nel 2017 del nuovo centro di ricerca e sviluppo ATIT ad Agrate, nato con l’obiettivo di investire significativamente nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia.

05 Serra De' Conti plant production line

Q: Ci saranno stati sicuramente anche momenti difficili e qualche errore. Gli imprenditori non sempre amano parlare dei primi e meno ancora dei secondi. Te la senti invece di condividere con noi una di queste esperienze?

A: Un momento complesso lo abbiamo vissuto agli inizi degli anni 2000, quando importanti acquisizioni ci hanno fatto fare un notevole salto dimensionale. Queste operazioni sono state concluse al termine di un lungo processo che ha indebolito le aziende poi acquisite. Ci siamo ritrovati, complice anche un anno difficile per tutto il settore, delle realtà più difficili di quanto avevamo immaginato e ci siamo dovuti rimboccare le maniche ancora più del previsto, per ridare orgoglio, motivazione ed entusiasmo alle persone e nuovo smalto ai brand acquisiti.
Sugli errori, forse direi che il principale sia stato il non aver affrontato con ancora più decisione il processo di consolidamento del nostro settore ed essere stati troppo cauti nel cogliere alcune delle opportunità di acquisizione che il mercato ci ha offerto.

Q: Uno dei passaggi più difficili per l’impresa italiana è il salto dimensionale: innescare quelle azioni di crescita che portano l’azienda da una dimensione di 10 o 100 milioni di fatturato a una taglia dal miliardo di euro in su. Nella prima fascia abbiamo più di 20.000 aziende in tutto il paese, molte delle quali gestite da ottimi imprenditori, con prodotti geniali e di grande successo, eppure alla seconda fascia arrivano solo poco più di qualche centinaio di imprese. Nella tua esperienza, cosa è stato decisivo per fare questo salto?

A: Lo spirito imprenditoriale è il primo elemento; il secondo è la spinta verso una vera internazionalizzazione fatta di reale presenza all’estero e non solo di export. Infatti la mancanza di una vera presenza sui mercati esteri, con proprie filiali, siti di produzione e reti commerciali, è forse uno dei veri limiti di molte imprese che si limitano ad esportare. Un altro elemento è l’essere coerenti e focalizzati nell’applicazione delle proprie strategie, con una visione di lungo termine. Non si può ragionare solo opportunisticamente: le opportunità vanno sì colte, ma inserite in un quadro strategico sempre chiaro. In più, fattore non secondario, la qualità delle persone. Come dico spesso, le nostre persone hanno avuto un ruolo fondamentale nel corso degli anni per la crescita del Gruppo: con il loro impegno, valore ed entusiasmo sono l’ingrediente fondamentale della ricetta del nostro successo.

06 Genga plant production line-2

Q: Uno dei tratti distintivi di Ariston Thermo è la combinazione di una presenza molto forte dell’imprenditore combinata con il contributo di una squadra di manager professionali di grande spessore e con molta autonomia. Molto spesso invece, nelle aziende di proprietà familiare, una delle due cose tende a soppiantare l’altra; nel vostro caso, come siete riusciti a fare funzionare questa combinazione?

A: Essere un’azienda a controllo familiare ci permette, come ho detto prima, di focalizzarci sul lungo termine. Dall’altra parte abbiamo creduto fortemente nella managerializzazione della struttura e l’unione di questi due fattori, unione che dal mio punto di vista è assolutamente naturale e positiva, ha contribuito a rendere Ariston Thermo solida, innovativa e globale.
Questo bilanciamento tra il ruolo della famiglia e dei manager funziona grazie a un modello di governance che prende spunto dalle migliori società quotate, con un consiglio di amministrazione composto soprattutto da consiglieri indipendenti e di grande caratura ed esperienza, con un amministratore delegato esterno alla famiglia che gode di grande autonomia. Questo consente di distinguere chiaramente ruoli e responsabilità dell’azionista e attività e mandato del management.

Q: Adesso parliamo di finanza: Ariston Thermo è riuscita a crescere con struttura finanziaria molto solida e molto agile: leva finanziaria pari a zero e un capitale circolante netto inferiore al 10% del fatturato. Il tutto avendo macinato come si diceva 11 acquisizioni e gestito una tesoreria che abbraccia 150 paesi. Cosa c’è dietro tutto questo, e qual è stato il tuo ruolo rispetto al ruolo della squadra che gestisce la finanza?

Da una parte, la capacità dell’azienda di generare cassa è un aspetto chiave che ci ha permesso di crescere e svilupparci senza indebitarci. Questa capacità deriva non solo da una buona redditività operativa, ma anche da un’ottimizzazione del capitale investito e da una forte attenzione al capitale circolante. Dall’altro lato c’è la volontà della famiglia di mantenere una struttura finanziaria adeguata ad un percorso di sviluppo, mantenendo risorse in azienda e rimanendo focalizzati sul nostro business.

03 Ariston Thermo Group - HQ Fabriano

Q: Permettimi un passaggio finale sulla nostra creatura, Credimi.com. Sei un investitore importante sin dal momento del lancio. Cosa ti ha guidato e cosa pensi di noi?

A: Il progetto mi è piaciuto moltissimo, da subito, per due aspetti: l’idea di business e la qualità delle persone. Dal punto di vista del business, perché l’intervento di Credimi porta dei benefici a tutte le aziende, in termini di flessibilità finanziaria, rilevanti. E di Credimi, nel nostro paese, ce n’è molto bisogno.
Dal punto di vista delle persone, sin dalla prima chiacchierata con te e poi in seguito anche con il tuo team ho potuto apprezzare una qualità nell’approccio fuori dal comune. Per questi due motivi sono molto positivo sul futuro di Credimi.

Credimi è una fonte di finanziamento aggiuntiva, disponibile per le imprese dinamiche di ogni settore e dimensione, veloce e semplice da attivare, senza costi fissi. 

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