POS per ditte individuali: quale scegliere e perché è bene averlo

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Sai cosa significa POS?

È l’acronimo inglese di “Point of Sale”, che, tradotto in italiano, non è altro che l’apparecchio che consente ai clienti di fare pagamenti con carta di credito.

Una parola diventata familiare a commercianti, artigiani e professionisti, specialmente dal 1° luglio 2020, quando averne uno è diventato un obbligo di legge.

Non solo.

La pandemia ha scoraggiato i clienti dall’usare denaro contante – potenziale fonte di contagio – e portato ad un maggior uso di carte e pagamenti digitali, costringendo di fatto gli imprenditori ad adattarsi rapidamente al cambiamento per evitare di perdere clienti.

Tra obblighi, vantaggi d’uso e tanti modelli differenti, scegliere il giusto POS per ditte individuali non è facile.

In questo articolo ti aiutiamo a riordinare le idee. Scoprirai, infatti:

  • Chi è obbligato ad avere il POS
  • Quali sono i costi
  • Quali sono i vantaggi
  • Quanti e quali tipi di POS esistono
  • Qual è il POS migliore per le ditte individuali

 

Chi è obbligato ad avere il POS?

L’obbligo di avere un sistema di pagamento per le carte di credito è in vigore fin dal 2012, ma l’assenza di sanzioni ha portato molti imprenditori a rimandarne l’acquisto.

Con il Decreto-legge n.124 del 26 ottobre 2019 (Legge di Bilancio 2020), invece, si aggiunge il rischio di incorrere in multe per chi non è attrezzato.

Ad essere coinvolti sono tante ditte individuali, professionisti, lavoratori autonomi, in particolare:

  • COMMERCIANTI (negozi grandi e piccoli, venditori ambulanti compresi)
  • ARTIGIANI (es: fabbri, falegnami, carpentieri)
  • RISTORATORI (es: ristoranti, gelaterie, bar, pizzerie)
  • PROFESSIONISTI (es: agronomi, idraulici, ingegneri, commercialisti, architetti)
  • ATTIVITA’ RICETTIVE (es: motel, hotel, B&B, agriturismi, campeggi)

 

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Quanto costa avere un sistema di pagamento digitale

Arriviamo alle note dolenti.

Secondo Axerve, il 90% degli esercenti non conosce i costi reali del POS che ha installato.

La verità è che i costi sono variabili, a seconda del POS installato, del contratto e delle commissioni e si suddividono in:

  • costi per l’acquisto o il noleggio dell’attrezzatura
  • spese per l’installazione – può avvenire in loco o da remoto
  • canone mensile – spesa fissa mensile per il comodato d’uso o per i servizi
  • commissioni sulle transazioni - variano a seconda del contratto e del tipo di carta usato e si dividono in commissioni fisse e commissioni percentuali (l’una non esclude l’altra e viceversa)
  • assistenza tecnica – voce spesso dimenticata, ma onerosa
  • sconti se si supera un certo ammontare transato all’anno

CONSIGLIO: prima di sottoscrivere un contratto, valuta bene tutti i costi e scegli la soluzione più adatta alle tue esigenze (considera che in media i costi annui per un POS si aggirano sui 2000 euro, mentre i costi complessivi possono variare da 500 fino a 10.000 euro).

 

Perché accettare carte di credito è un vantaggio per la tua attività

Se da un lato avere il POS per le ditte individuali è obbligatorio, ci sono anche tanti buoni motivi per averne uno.

Attraverso un sistema di pagamento per le carte di credito, infatti, è possibile:

  • pagare senza ricorrere ai contanti, limitare i contatti, e ridurre il rischio di contagi
  • velocizzare il flusso di denaro sul conto corrente, senza doversi recare in banca per depositare il denaro
  • migliorare la tracciabilità dei pagamenti, con benefici alla lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio
  • non perdere i clienti, dal momento che preferiscono sempre di più pagare con carta e bancomat
  • agevolare gli acquisti dei turisti accettando pagamenti nella loro valuta

CONSIGLIO: un altro vantaggio per gli imprenditori è legato alla cosiddetta "lotteria degli scontrini" con cui il governo ha stabilito che tra tutte le transazioni di pagamento effettuate tra il 1° e il 28 febbraio 2021, saranno estratti premi da 100.000 euro a 10 fortunati clienti e premi da 20.000 euro a 10 fortunati esercenti d’Italia (estrazione 11 marzo 2021).

 

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Quanti e quali modelli di POS esistono?

Chiarito che avere un mezzo per i pagamenti digitali è sia necessario che vantaggioso, vediamo quali sono i modelli disponibili sul mercato e quali caratteristiche hanno.

Il POS fisso, detto anche “stand alone” è il modello tradizionale, nonché il più diffuso sul territorio, e utilizza la linea telefonica fissa per connettersi al centro servizi e ricevere i pagamenti. Molto utilizzato è anche il POS cordless che, invece, ha la base collegata ad una linea telefonica fissa, ma il dispositivo senza fili.

Per chi cerca qualcosa di pià innovativo, ci sono sistemi più sofisticati e all’avanguardia come il POS GSM/GPRS che consente all’esercente di accettare pagamenti pur non avendo una linea telefonica fissa all’interno del punto vendita.

Tra questi c'è anche il mobile POS, adatto a chi si collega tramite bluetooth ad un dispositivo mobile su cui ha pre-installato l’app per ricevere i pagamenti (ad esempio sul proprio smartphone).

Infine esistono i POS virtuali, utilizzati per la gestione dei pagamenti provenienti dalle vendite del proprio e-commerce online, e i PIN pad, particolarmente efficaci, poiché rivolti direttamente verso il cliente, permettendogli di pagare in pochi secondi digitando il proprio pin direttamente su uno schermo touchscreen o tramite un tastierino numerico.

 

Soluzioni POS per ditte individuali: quale scegliere

L’offerta di POS per ditte individuali, commercianti e artigiani è vastissima. Abbiamo individuato alcune soluzioni interessanti da valutare in base alle esigenze del tuo business.

Tieni presente che l’installazione di un POS può essere o meno legata al tuo conto corrente, possono esserci commissioni fisse, o variabili e che la soluzione giusta per la tua attività potrebbe essere molto diversa da quella di un altro business.

Ecco qualche esempio:

  • SumUp: offre due modelli “Air" (utilizzabile con lo smartphone) e il modello “3G” più comodo per chi lavora in mobilità, entrambi senza nessun canone di pagamento e con commissione sulle transazioni;
  • Nexi: propone lo smartPOS simile ad un tablet, con piano tariffario tradizionale, e prevede il pagamento di un canone mensile, con tariffe sulle transazioni variabili;
  • Axerve: è una soluzione vantaggiosa che consiste nel solo pagamento di un canone mensile in base alle transazioni ricevute. POS senza commissioni;
  • MyPos: si pagano commissioni in genere più basse rispetto ai concorrenti, non prevede canone mensile e l’incasso è disponibile immediatamente;
  • Pos proposti dalle banche: esistono varie soluzioni, ma spesso non sono adatte a professionisti e delle piccole imprese. Di solito hanno costi fissi come l’acquisto fisico del POS, il canone mensile e le percentuali sulle transazioni da destinare alla banca, tra l’1.30% e l’1.85%.

 

Non importa che tu abbia già una soluzione POS per la tua ditta individuale o ne stia cercando una. Avere un sistema per i pagamenti digitali per la propria attività è fondamentale per mantenere i tuoi clienti e acquisirne di nuovi. Inoltre, ti permetterà di liberarti di mansioni noiose e gestire in modo più efficace ed efficiente gli incassi e di tenere sotto controllo le entrate e le uscite.

Un investimento da fare. Subito.

 

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