Finanza Aziendale

Come fare la pianificazione finanziaria della tua impresa | Credimi

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Perché fare pianificazione finanziaria in azienda?

Se fino a qualche tempo fa era ‘qualcosa di consigliato', oggi l’evoluzione dello scenario normativo e il particolare momento storico, l’hanno resa assolutamente indispensabile.

Pensi che si tratti semplicemente della stesura dei piani industriali pluriennali, c.d. business plan? Ti sbagli…

Le recenti evoluzioni hanno dimostrato che una sola pianificazione finanziaria di lungo periodo, anche se molto accurata, non è in grado di mettere al riparo da imprevisti finanziari nel breve o brevissimo termine; occorre affiancarla e completarla con informazioni in grado di cogliere anche le dinamiche del breve periodo.

In questo articolo trovi qualche dritta da seguire.... 

 

Fai attenzione al budget di cassa

Il principale strumento che ti consente di avere più consapevolezza sulla capacità di operare in equilibrio finanziario nel breve periodo è il budget di cassa (quando è ben costruito ti consente di prevedere tensioni o eccessi di liquidità in un periodo tra i 3/6 mesi)

Sebbene molto importante, molte aziende trascurano la programmazione di tesoreria o si limitano ad usare strumenti a visibilità futura ridotta; spesso sono convinte di disporre di un adeguato presidio, quando invece possiedono informazioni poco approfondite e talvolta incomplete. 

 

Come fare una corretta pianificazione finanziaria

Non è così difficile come potresti pensare! 

Ti basterà seguire alcuni semplici accorgimenti e tenere a mente che:

  • la maggior parte delle informazioni si trova già in azienda: scadenziari clienti e fornitori, ordini attivi e passivi, costi fissi analizzabili, per lo meno su base storica, ecc.
  • il vero lavoro consiste nell’estrapolare, organizzare e censire queste informazioni che spesso si trovano in database diversi. Dalla mappatura delle scadenze di leasing e mutui mensili, fino a quella delle scadenze fiscali lungo l’anno, dei pagamenti per assicurazioni, i contratti di noleggio e di manutenzione ecc.
  • in alternativa, esistono anche strumenti dedicati e muniti di interfacce che comunicano con i sistemi gestionali interni e che facilitano la raccolta e l’organizzazione dei dati 
  • oltre alle entrate e uscite che emergono dallo scadenzario contabile, dovrai censire, tutte le altre scadenze che non sono censibili se non al momento del pagamento, quali stipendi, oneri fiscali e previdenziali, F24, i canoni di leasing e rate dei mutui, i versamenti IVA, le imposte o le rateazioni col fisco, i pagamenti di utili o i rimborsi soci, ecc; non c’è una fattura elettronica che li annuncia e che garantisce ad es. 60 giorni a fine mese per il pagamento.

NOTA BENE: una parte delle informazioni deriverà da dati contabili interni rilevabili da documenti storicizzati (ordini, fatture, consuntivazioni), mentre un’altra parte emergerà da un sistema di previsioni interne (budget delle vendite, budget della produzione).

È proprio questo il tema principale: il software gestionale non “contiene tutto”!

 

Fai attenzione alla mappatura dei debiti

Quando fai pianificazione finanziaria, dedica grande attenzione alla mappatura dei debiti che la tua società ha nei confronti degli istituti di credito o di altri finanziatori. 

Questo non solo permetterà di avere una fotografia chiara, mese per mese, delle uscite che si dovranno sostenere per il rimborso del debito in linea capitale e interessi, ma sarà utile per il calcolo di alcuni indici importanti, come ad esempio il DSCR (Debt Service Coverage Ratio, indice che misura la sostenibilità dell’indebitamento finanziario tramite il rapporto tra i flussi di cassa prodotti dalla società con la sua gestione corrente e le uscite a servizio del debito in linea capitale e interessi).

Una volta terminata la raccolta dei dati, occorre poi organizzare tutte le entrate e le uscite per area di gestione (operativa, finanziaria, tributaria, equity); in questo modo sarà più facile capire quale gestione sta assorbendo o producendo liquidità.

Guarda questo esempio di budget di tesoreria che riassume il contributo di ciascuna gestione alla produzione/assorbimento di cassa nei 6 mesi di previsione:

 

Pianificazione finanziaria esempio

 

Puoi individuare subito quali sono le gestioni che assorbono liquidità, quando c’è esigenza di cassa, e quali sono invece quelle che la producono. Inoltre, sommando i saldi delle singole gestioni sei in grado di determinare il fabbisogno/surplus di capitale mensile.

Tornando al nostro esempio, puoi vedere che con l’aiuto del budget di tesoreria la società è stata in grado di prevedere i 3 mesi più critici che la attendono in cui il saldo tra le entrate e le uscite segnala un fabbisogno di cassa da coprire e quantificare contestualmente.

Questo è uno dei principali obiettivi del budget di tesoreria e di tutta la pianificazione finanziaria: verificare la capacità dell’impresa di operare all’interno delle proprie disponibilità finanziarie.

 

Monitoraggio e previsioni di tesoreria

Il monitoraggio degli affidamenti e degli utilizzi per banca è un altro aspetto di grande rilievo nel controllo della tesoreria. Pensare, infatti, di godere di linee di credito disponibili, in quanto l'impresa ha spazio sui castelletti di portafoglio autoliquidante, può essere un grave errore se non dispone di fatture anticipabili a sufficienza, ma anche di incassi che liberino spazio all’interno dei castelletti; 

Lo stesso discorso vale anche per i  “fidi di cassa” che, se non utilizzati in modo appropriato (ad esempio registrando sconfini prolungati oltre a quelli concessi), sono inutilizzabili in condizioni di tensione finanziaria proprio perché esauriti per pieno utilizzo.

La qualità e l’affidabilità delle previsioni di tesoreria saranno tanto più elevate quanto più basate su dati contabili certi e oggetto di verifica.

La costruzione di un “buon” budget di cassa è un processo interattivo: consuntivare i dati in chiusura di ogni mese ti aiuterà ad imparare dall’esperienza pregressa, e di migliorare le capacità di previsione dei flussi di cassa nel tempo.

É chiaro quindi che per le piccole e medie imprese la pianificazione finanziaria e il budget di cassa sono strumenti irrinunciabili di controllo di gestione.

Riassumendo:

  • tutte le informazioni di cui hai bisogno sono già in azienda, è tutta una questione di raccolta e analisi dei dati (attenzione allo scadenziario extra-contabile per non rischiare di tralasciare delle uscite);
  • mappa adeguatamente il debito finanziario per tenere sotto controllo le uscite
  • raggruppa le entrate e le uscite per area di gestione, sarà più facile capire dove si produce e dove si “brucia” cassa;
  • tieni monitorati i saldi delle banche per evitare sgradevoli sorprese in caso di tensione di liquidità;
  • familiarizza con i fogli elettronici o strumenti dedicati, saranno tuoi grandi alleati;
  • utilizza il budget di cassa per stressare gli scenari futuri; ad esempio, cosa accadrebbe se ricevessi degli insoluti dai clienti?
  • infine, consuntiva, consuntiva, consuntiva

 

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A proposito di Lesic Diana, analista finanziario di inFinance

Analista finanziario, ha conseguito la laurea in economia magistrale in Management e Finanza specializzandosi sulla valutazione degli investimenti. Si occupa di corporate finance con particolare focus sulla programmazione finanziaria e sull’espansione cross-border delle imprese italiane. Si occupa di crisi di impresa con particolare focus sugli accordi di ristrutturazione del debito per la continuità aziendale. Svolge attività di consulenza e di docenza in Finanza Aziendale. È Analyst e docente di inFinance.

 

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