Finanza Aziendale

Quarta cessione: perché è un vantaggio per le imprese

Crediti Fiscali Quarta cessione

Decreto Aiuti, Decreto Semplificazioni, Decreto Bollette…

Non è facile stare al passo con tutti i decreti, le leggi e le modifiche che si sono susseguite negli scorsi mesi; ancora meno è capire se ci sono agevolazioni e opportunità per la tua impresa da sfruttare subito.

In questo articolo, andiamo dritti al sodo e affrontiamo il tema della ‘quarta cessione’, uno strumento forse poco conosciuto, ma che può essere molto utile per aiutare la tua impresa a pagare tasse e contributi e non solo.

Per farlo, ci siamo rivolti a due professionisti, Giulio e Vania dello Studio Commercialisti DSG, che hanno risposto alle nostre domande, per esempio, chi può usufruire della quarta cessione, cosa si può pagare, e quali sono i vincoli di utilizzo del credito.

Continua a leggere…

 

Cos’è la ‘quarta cessione’ del credito per bonus edilizi

Con l’obiettivo di sbloccare il mercato dei crediti edilizi, Il decreto Aiuti è stato di recente modificato per estendere anche alle imprese la possibilità di acquistare crediti per la detrazione fiscale dalle banche, a patto che abbiano un conto corrente presso la banca in cui avviene l’acquisto.

Perché è stata introdotta questa modifica? 

Questa norma aiuterà le banche a liberarsi di crediti che superano la propria capienza fiscale; dopo questa cessione l’acquirente (quindi l’impresa o il professionista correntista della banca) dovrà utilizzarlo in compensazione con le proprie imposte e contributi e non potrà più a sua volta cedere il credito a terzi.

Ecco uno schema del funzionamento delle cessioni possibili per lo stesso credito:

TIPOLOGIA DESTINATARIO
 Prima cessione
  • libera a chiunque (privati, imprese, banche, ecc)
 Seconda e terza cessione
  • solo nei confronti di intermediari finanziari
 Quarta cessione
  • verso i correntisti dotati di partita iva degli intermediari finanziari

 


 

Che tipo di crediti puoi acquistare dalle banche? Da dove arrivano?

Facciamo un piccolo passo indietro.

Introdotta insieme allo sconto in fattura come modalità con cui usufruire del Superbonus 110%, la cessione del credito consente di trasferire la detrazione fiscale a un terzo soggetto, banche comprese.

Nel corso dei mesi, le banche hanno acquistato moltissimi crediti derivanti dai bonus edilizi, fino quasi a superare la propria capienza fiscale; ora hanno la possibilità di cederne una parte a loro volta, anche alle imprese.

In quanto imprenditore o imprenditrice, puoi acquistare dalla banca i crediti d’imposta del Superbonus 110%, ovvero tutti i crediti d’imposta ottenuti con lo sconto in fattura applicato dal fornitore, o ceduti da chi ha beneficiato della detrazione, e comunicati all’Agenzia delle Entrate.

 

 

Quali requisiti deve avere l’azienda?

Di solito, non sono richiesti particolari requisiti quando acquisti dei crediti derivanti da bonus edilizi; tuttavia, nel caso della quarta cessione, l’impresa o il professionista deve avere un conto corrente presso la banca in cui acquista il credito.

 

Perché è vantaggioso per le imprese?

Immagina che l’azienda ‘XYZ’ abbia un debito tributario di € 10.000. L’imprenditore va in banca e acquista un credito fiscale (vedi sopra) per un valore di € 10.000.

La banca cede un credito del valore di € 10.000, dietro pagamento di un importo scontato, per esempio € 9.500.

L’imprenditore ora può pagare il debito tributario usando il credito fiscale in detrazione.

 

Ci sono dei vincoli legati all’acquisto dei crediti?

Tieni a mente 3 cose importanti, da non sottovalutare in fase di acquisto dei crediti edilizi.

  • Puoi acquistare anche singole annualità dello stesso credito, ma non frazioni di credito dello stesso anno. 

esempio   Ad esempio, se il credito è pari a 40.000 diviso in 4 annualità da € 10.000 ciascuna, puoi acquistare anche la singola annualità di € 10.000 per intero, ma non puoi acquistare solo una parte di quei 10.000.

  • I crediti derivanti da bonus edilizi sono utilizzabili in 4,5 o 10 rate annuali di pari importo a seconda della loro natura, e ogni anno potrai utilizzare in compensazione solo la quota relativa all’anno di riferimento della rata.

esempio   Ad esempio, se acquisti un credito derivante da € 100.000 di spese per superbonus 110% sostenute nel 2022, avrai un credito di € 110.000 da ripartire in quattro quote annuali di pari importo a partire dall’anno 2023. I primi 27.500 (110.000/4) potrai, anzi, dovrai usarli interamente solo nel 2023.

  • Quando acquisti un credito puoi utilizzarlo in compensazione con più F24 diversi nell’arco dell’anno.

esempio   Sempre tornando al nostro esempio, potrai compensare la rata di € 27.500 prima con l’iva di gennaio, poi con l’iva di febbraio e così via fino al suo esaurimento. Come detto prima, resta fermo il vincolo di compensare tutta la rata entro il suo anno di riferimento.

 

Cosa puoi farci con questi ‘crediti’?

Puoi pagare, in compensazione, imposte e debiti tributari, in particolare:

  • Imposte sui redditi, relative addizionali e ritenute alla fonte;
  • IVA;
  • Imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell’IVA;
  • IRAP e alle addizionali regionali dell’IRPEF;
  • IMU e Tassa sui rifiuti;
  • Contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, comprese le quote associative;
  • Contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di lavoro e committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa;
  • Premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
  • Eventuali debiti e sanzioni derivanti da avvisi bonari ex art. 36-bis o 36-ter

 

Entro quando puoi utilizzarli?

Cosa succede se non utilizzi tutto il credito nell’anno di riferimento?

Nel caso in cui un anno non fossi in grado di compensare tutto il credito acquistato, perderesti la quota non utilizzata! 

Purtroppo, non puoi riportare all’anno successivo le quote di rate non utilizzate e per questo è fondamentale, prima di procedere all’acquisto, confrontarsi con il proprio commercialista per verificare la capienza fiscale della propria azienda, sia attuale che prospettica.

esempio   Tornando all’esempio di prima, se nel 2023 dovessi compensare solo € 21.000, i restanti € 6.500 (27.500 – 21.000) andrebbero letteralmente persi.

In conclusione, se orientarsi tra tutte le leggi, i decreti e le modifiche che includono agevolazioni e incentivi per le imprese non è semplice, con questo articolo speriamo di aver fatto luce sul perché la quarta cessione è uno strumento che porta grandi benefici alle imprese, a condizione che si conoscano bene i meccanismi e il funzionamento.

 


 

Vuoi approfondire e non sai da dove iniziare?

Chiedici un ricontatto, inserendo "quarta cessione" nella sezione commento, e scopri come la tua azienda può iniziare a beneficiare di questo potente incentivo.

 

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A proposito di Studio DSG.

Lo Studio Dalla Stella & Gatti, commercialisti e consulenti a Thiene (VI), è una qualificata realtà dinamica e professionale, con specializzazione nel settore dell’assistenza societaria, contabile e fiscale. I professionisti dello studio (Giulio e Vania) sono quotidianamente supportati da un team di sei collaboratrici.

 

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