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Requisiti per accedere ad un prestito

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Nel corso dell’ultimo decennio il mercato dei finanziamenti è cambiato molto in Italia.

Sia la domanda che l’offerta hanno compiuto passi in avanti.

Dopo il periodo di contrazione tra il 2012-2014, le banche hanno ripreso ad erogare i finanziamenti con più regolarità, ma anche con maggiore attenzione alla disciplina del merito creditizio.

In questo articolo ti raccontiamo quali sono i requisiti oggettivi che ogni azienda dovrebbe avere per accedere ad un prestito, in particolare, gli indicatori che gli istituti finanziari (banche e intermediari) guardano con attenzione prima di prendere una decisione.

 

Capacità di rimborso e regole sulla concessione di finanziamenti

La regola che impone di concedere liquidità solo in presenza di un oggettivo merito creditizio (di cui all’art. 124 bis TUB) dipende:

1) dai principi e regolamenti interni di chi eroga finanziamenti (nell'interesse dell'istituto finanziario)

2) dall’esigenza di salvaguardare chi richiede un finanziamento (nell'interesse dell'azienda)

Facciamo un esempio: 

Pensa, a mero titolo esemplificativo, ad un prestito destinato a ripagare un preesistente debito; da una parte ne procrastina la scadenza, dall'altra ne aggrava l’onerosità a causa dei tassi di interesse. In questo caso la situazione di questa azienda è destinata ad aggravarsi perché si sta esponendo ad un rischio troppo grande rispetto alle sue capacità economiche.

Ma se la decisione presa non è mai solo nell'interesse di una delle due parti, resta da capire quali sono le informazioni che interessano alle banche nella valutazione del merito creditizio delle imprese e la conseguente erogazione dei finanziamenti.

 

Nuove linee guida EBA (European Banking Authority)

Le nuove linee guida EBA (European Banking Authority), in vigore dal giugno 2021, stabiliscono che nella valutazione del merito creditizio gli istituti di credito devono focalizzarsi non più sulle garanzie prestate, ma sulla capacità attuale e futura delle imprese di produrre reddito che si trasformi in flusso di cassa (quindi che non resti intrappolato nei crediti verso clienti o nel magazzino), con cui far fronte al debito.

Quando un analista finanziario del mondo del credito prende in esame una richiesta, infatti, vuole assicurarsi che l'impresa abbia buone competenze nel comprendere e presidiare i propri equilibri finanziari. Il debito utilizzato male può creare infatti più danni che benefici.

Cosa potrebbero richiederti?

A supporto della tua richiesta di finanziamento potresti aver bisogno di dati contabili aggiornati (bilanci e modello unico), analisi e piani aziendali prospettici, buona storia creditizia.

Comunica la tua richiesta di finanziamento agli istituti di credito con professionalità, facendo comprendere di aver ben esaminato i risvolti finanziari della tua scelta e rispondi in modo tempestivo alle richieste di documentazione aggiuntiva (se necessario).

Tutto questo, insieme ad una comunicazione fluida e trasparente con gli intermediari saranno il miglior biglietto da visita per la tua impresa.  

Sarà poi compito degli istituti di credito verificare, con i dati forniti, l’eventuale “bankability” (nel prossimo paragrafo ti diciamo cosa significa) dell'impresa, stressando i numeri e prendendo in considerazione potenziali scenari sfavorevoli che potrebbero verificarsi nel corso della durata del contratto di finanziamento.

 

Analisi della bankability nel mondo imprese: il DSCR e il rapporto PFN/EBITDA.

Cos'è la 'bankability'?

È un concetto che esprime, in forma numerica, la capacità di un’impresa di produrre flussi monetari sufficienti per poter ripagare il debito nei confronti di chi ha concesso il finanziamento.

Per l’analisi di un’impresa, si utilizzano di solito alcuni specifici indicatori, tra cui il c.d. Debt Service Coverage Ratio (DSCR) e il rapporto PFN/EBITDA (questi indicatori figurano nelle Guidelines della Bce tra gli “hard triggers” per la valutazione dei crediti).

  • Il DSCR rappresenta la capacità di un’impresa, per ogni dato periodo dell’orizzonte temporale previsto per la durata del finanziamento, di generare risorse finanziarie (cash flow) sufficienti a ripagare l’importo dovuto; si ottiene dal rapporto tra il flusso di cassa e il debito comprensivo di quota capitale e interessi. Un valore dell’indice inferiore ad 1,1 rappresenta per la banca un indicatore di difficoltà finanziaria del debitore. La concessione di nuovo credito determinerebbe in questo caso conseguenze a discapito dell'azienda che ha richiesto il finanziamento. A parità di altre condizioni, iniettare della liquidità in un’azienda in simili condizioni rimanderebbe solo i problemi, senza alcuna possibilità di risolverli.

 

  • Il rapporto Posizione Finanziaria Netta (PFN)/EBITDA misura di fatto in termini di tempo in quanti anni l’impresa sarebbe in grado di rimborsare il suo debito finanziario (netto da liquidità attive) attraverso il suo margine operativo (l’EBITDA). Questo indice è molto interessante perché risponde alla domanda: “Quanto debito deve avere un’impresa?” Infatti, minore è tale rapporto, maggiore è la capacità delle imprese di disporre risorse finanziarie a sufficienza per ripagare il proprio debito.

Facciamo un esempio:

Un rapporto pari a 6 indica, a parità di condizioni, che saranno necessari al debitore almeno 6 anni per ripagare il proprio debito attraverso il margine (profitto) che l’impresa andrà a generare. Una valutazione grossolana, ma utilizzata dalla Bce come linea di demarcazione tra le imprese sane e quelle che è improbabile che ripaghino il loro debito. Oltre o pari al limite del valore 6 di tale indicatore è probabile che un operatore del credito si asterrà dall’erogare nuova finanza, a tutela degli interessi (anche) del debitore. Nel momento della valutazione gli operatori del credito saranno più propensi a erogare credito a chi osserva valori inferiori a 6 come ad esempio 5 o addirittura 4 – ovvero le imprese con buone capacità di sostenere l’indebitamento.

 

Cos'è la posizione finanziaria netta (PFN)?

La banca è interessata a esaminare anche quanto debito ha l’azienda rispetto al patrimonio che possiede.

Il rapporto tra debito e patrimonio prende il nome di Posizione finanzia netta (PFN)/Equity e ci restituisce la misura della proporzione fra debito finanziario e mezzi propri. Più il valore è alto e maggiore di 1 più il debito finanziario è preponderante in azienda fra le fonti di copertura portando a giudicare, in casi estremi, l’impresa come sottocapitalizzata. Ulteriori indicatori “indiretti” dello stato di salute dell’impresa potrebbero essere ravvisati ad esempio nella regolarità nei pagamenti ai fornitori o nel rispetto delle obbligazioni derivanti da imposte o fondi di previdenza sociale.

E le garanzie? Il debito non è più solo una questione di garanzie! Le imprese si devono impegnare in prima battuta nel dimostrare di saper sostenere il debito con i propri flussi di cassa e non solo con le garanzie.

È chiaro che i requisiti per accedere ad un prestito per imprese sono tanti e diversi, a seconda del tipo di istituto di credito a cui ti rivolgi. Dal 2017 Credimi offre finanziamenti alle PMI, in modo completamente digitale, senza bisogno di presentare business plan o garanzie.

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A proposito di InFinance

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A proposito di Lesic Diana, analista finanziario di inFinance

Analista finanziario, ha conseguito la laurea in economia magistrale in Management e Finanza specializzandosi sulla valutazione degli investimenti. Si occupa di corporate finance con particolare focus sulla programmazione finanziaria e sull’espansione cross-border delle imprese italiane. Si occupa di crisi di impresa con particolare focus sugli accordi di ristrutturazione del debito per la continuità aziendale. Svolge attività di consulenza e di docenza in Finanza Aziendale. È Analyst e docente di inFinance.

 

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