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Commercio al Dettaglio - Scenari Post Covid-19 | Credimi

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Ritorno al futuro Post Covid -19. Possibili scenari e raccomandazioni da seguire per il commercio al dettaglio a fine emergenza.

In questi giorni di incertezza, molti istituti di analisi si stanno affrettando a mettere insieme previsioni e statistiche per stilare un quadro probabilistico di quello che succederà alle imprese – commercio al dettaglio incluso - quando il peggio della crisi sarà passato. La verità?
È ancora troppo presto per avere una risposta certa. Ci sono, infatti, troppe variabili da tenere in considerazione. Per esempio, quanto durerà ancora l’epidemia, o quanto consistente sarà l’aiuto dello Stato, e quello dell’Europa?


Uscire dalla crisi economica innescata dall’emergenza Covid-19 


Mentre Confcommercio e Confesercenti dichiarano che se non arriveranno aiuti concreti al più presto, moltissimi esercizi saranno destinati al fallimento, c’è qualcosa che tutti gli imprenditori possono fare. Sì, anche quelli che sono stati costretti a chiudere le loro attività, come la categoria dell’abbigliamento e delle calzature.

Riflettere.

Ripensare al proprio business da zero in una luce completamente diversa, la luce post Covid-19. Cosa cambierà per le attività commerciali? Come cambieranno le abitudini dei clienti? Quali opportunità si potranno cogliere? Quali saranno, invece, i rischi? E infine, quali saranno gli accorgimenti da prendere per tornare velocemente alla normalità, o almeno al concetto più vicino di quello che ricordiamo come “normalità”?

Abbiamo dato un’occhiata al mondo e raccolto esempi positivi e di come le imprese stanno muovendo i primi passi - o dovremmo dire - i primi clicks - per farsi trovare pronte quando saremo tutti liberi di uscire di casa e tornare a comprare.


In sintesi, ecco le aree che avranno bisogno di un intervento più o meno radicale dopo l’emergenza:

  1. Tecnologia a 360°, dai metodi di pagamento, all’automazione dei sistemi, all'adozione di un e-commerce, alla presenza online con social media o all’uso massiccio del digital marketing.
  2. Logistica e Gestione degli Spazi – a partire dalla riorganizzazione degli spazi, ma anche dei processi di approvvigionamento (fornitori) e distribuzione (online, offline etc..)
  3. Salute e Sicurezza – si tratta di potenziare i protocolli di igiene sia del personale, che degli impianti, e di stilare regolamenti più rigide da applicare nel momento di contatto con il cliente.


1) Uso della tecnologia: una scelta obbligata


L’adozione della tecnologia all'interno del proprio business non sarà più un’opzione, ma una necessità sia per piccoli business del commercio al dettaglio, che per le grandi aziende, compresi ipermercati e supermercati. Con l’avanzamento tecnologico anche per i più piccoli potrebbero presentarsi interessanti opportunità.

Come ci mostrano i Paesi che hanno fatto dell’avanzamento tecnologico, un esempio su tutti, Singapore, un elemento cardine della loro economia, anche in Italia assisteremo ad un incremento dell’uso della tecnologia su diversi fronti.

Le aree interessate coinvolgono:

  • Nuovi sistemi di pagamento
  • Investimenti nel Digital Marketing
  • Presenza online (web e social media)
  • Potenziamento e-commerce
  • Sviluppo marketplace
  • Comunicazione con i clienti
  • Interventi sulla privacy

Vuoi conoscere nel dettaglio quali interventi sarà necessario avviare in ambito tecnologico per far ripartire la tua attività commerciale a fine crisi?

Scarica  - Approfondimento: il commercio al dettaglio post Covid19 - Troverai tutte le azioni da mettere in pratica fin da subito per arrivare preparato alla riapertura e restare competitivo.


2) Gestione degli Spazi e Logistica - il nuovo look dei negozi


La gestione degli spazi all'interno dei negozi sarà cruciale. Non si tratta soltanto di riorganizzare gli ambienti e di limitare il numero massimo di persone per superficie quadrata. Si tratta di ripensare a come distribuire le proprie risorse, come colmare le perdite dovute al calo di persone fisiche presenti all'interno dell’esercizio commerciale, come evitare gli sprechi e alimentare nuove opportunità di mercato, anche sfruttando l'e-commerce.

Fin dall'inizio della pandemia, Singapore, per esempio, ha dimostrato di essere un modello di efficienza nell'applicazione delle misure volte a contenere il contagio.

Il governo ha fatto del “social distancing” il perno intorno al quale fare leva per consentire alla comunità di evitare il lockdown – e quindi perdite economiche – ma al tempo stesso contenere il contagio da Covid-19. Nonostante i migliori sforzi, in misura cautelare, Singapore ha dichiarato il 3 Aprile la chiusura degli esercizi commerciali non essenziali, seguendo il trend europeo e italiano.

Ciò non significa che Singapore non abbia nulla da insegnarci.

La distanza social può essere di grande aiuto (e lo sarà) nella fase immediatamente successiva alla crisi, quando i rischi di contagio saranno inferiori, ma non del tutto assenti.

I negozi posso trarre spunto dalle misure singaporiane, che sono rigide e applicate senza eccezione a tutti gli ambienti, dal centro commerciale, alla strada, al piccolo negozio.

Ecco un serie di sfide che gli imprenditori si troveranno a dover fronteggiare, o possibili aree di intervento:

  • Limitare il numero di persone in base alla superficie
  • Spostare scaffali e ripiani per permettere la circolazione dei clienti che consenta di mantenere la distanza di sicurezza
  • Ottimizzare lo stock – Monitorare le vendite e fare sì che anche il magazzino sia sempre pulito e ordinato
  • Valutare lo stato dei servizi igienici
  • Ripensare agli spazi mensa e spogliatoi alla luce delle nuove indicazioni sulle distanze di sicurezza
  • Valutare un uso consistente, ove possibile, dello smart working
  • Installazione di impianti di aerazione
  • Uscite di sicurezza e ingressi

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3) Cambiamenti in materia di Salute e Sicurezza - Come evolveranno le norme igienico sanitarie


Accanto ad un naturale tendenza a prestare maggiore attenzione all'igiene e alla sanificazione degli ambienti, è probabile che a tutti i negozi sarà richiesto a fine emergenza, un intervento sui protocolli igienico sanitari in tema salute e sicurezza.

Pensiamo per un momento ad un negozio come Sephora. A tutti i tester a disposizione, a quante superfici è possibile toccare. Sephora in Cina si è già mobilitata per la produzione di materiale sterile monouso da utilizzare sui clienti nelle prove make-up.

In Italia, cosa possiamo aspettarci?

L'uso obbligatorio di guanti e mascherine, norme in materia di igiene e pulizia molto più severe, regole più ferree per quanto riguarda i rifiuti, i turni di pulizie, l’obbligo di installare gel disinfettanti all'interno dei negozi, sono solo alcuni esempi.
Naturalmente non tutti i negozi avranno la possibilità di adeguarsi con una tale rapidità alle regole imposte dal mercato.

Ecco allora che il tema della sanificazione diventa cruciale, perché determina chi sarà pronto e conforme e chi, invece, tarderà l’apertura, per lavori in corso, o chi  questi interventi non potrà proprio permetterseli.

Possibili aree di intervento includono:

  • Formazione del personale
  • Stipula di assicurazioni
  • Potenziamento pulizie
  • Protocolli igienico-sanitari
  • Sanificazione degli spazi


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Perché essere flessibili sarà una risorsa preziosa


Un uso amplio della tecnologia, un nuovo approccio dello spazio, insieme alle dinamiche in materia di sanificazione, sono le tre aree individuate sui cui dovrà intervenire il commercio al dettaglio in futuro.

Da ultimo, vogliamo inoltre incoraggiare tutti gli imprenditori del settore ad essere flessibili, a pianificare attentamente il proprio business plan, valutando se la propria attività avrà ancora senso dopo la crisi, costringendosi a ripensarla in un mondo che non sarà più lo stesso. 

Questo contribuirà ad ottenere una spinta alla creatività e all'innovazione.

Basti pensare al fenomeno delle riconversioni aziendali. Retailer tradizionali, incluso Miroglio e Petit Bateau, hanno iniziato a produrre mascherine per far fronte all'emergenza, ma non è escluso che continueranno anche dopo, aprendo una nicchia di mercato non strettamente retail.

Questo tempo a casa è un tempo per riflettere, pianificare, fare ricerca. Perché, per esempio, non iniziare un blog, valutare quali risorse potrebbero essere cruciali per il tuo negozio, e quando la liquidità, che sia dallo stato, o acquisita attraverso un finanziamento, sarà disponibile collocarla dove davvero sarà in grado di fare la differenza e di offrirti un vantaggio competitivo per superare la crisi e rimettere in carreggiata il tuo business.

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