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Storie di Imprenditori ai Tempi del Covid19

Intervista-Clienti

Una decisione non presa è una decisione sbagliata, soprattutto quando si parla di lavoro. Lo sanno bene gli imprenditori: non fare è un errore grave, che può costare molto, come ha dimostrato la situazione contingente che ha coinvolto (e travolto) tutti, in particolare le micro e piccole imprese. 

Covid e PMI: tra crisi e ripresa

La crisi generata dal Covid non ha precedenti nella nostra memoria, è stata veloce e globale, investendo persone e imprese a quasi ogni latitudine. In Italia, poi, questa situazione a livello economico rischia di distruggere il patrimonio imprenditoriale e l’intera capacità produttiva del Paese. Se gli aiuti statali tardano ad arrivare, d’altra parte invece le imprese stanno dimostrando grande vitalità, cercando di innovarsi, adattarsi alla situazione, adeguarsi alle nuove esigenze e norme di sicurezza e ai nuovi bisogni e abitudini dei consumatori.  

 

Canali di finanziamento alternativi

Tante sono le PMI che hanno cercato canali alternativi di finanziamento per sopravvivere agli scorsi mesi di chiusura e prepararsi a quelli della ripartenza. “Lavoriamo in un settore che si pensa non abbia subito danni, quello farmaceutico” ci ha raccontato l’Ing. Giuseppe Scaramozzino di Fastpharma, “in realtà non è così. Ci occupiamo di ristrutturazioni di farmacie, ne avevamo in programma due prima del lockdown, ma ovviamente tutto si è bloccato pur avendo già impegnato molti soldi con le aziende fornitrici.

Un giorno, mentre navigavo su Internet, mi è comparsa una pubblicità di Credimi che mi ha incuriosito; ho fatto un po’ di ricerca, ho capito subito che si trattava di uno strumento snello e veloce e ho fatto richiesta per un finanziamento da 60mila euro per anticipare gli stipendi ai collaboratori. Siamo un’azienda sana, ma volevo garantire lo stipendio ai miei dipendenti.” Tutto è stato fatto online, dal preventivo in avanti, “ho chiesto anche un finanziamento alla banca, ma non è ancora arrivato” aggiunge Scaramozzino.  

 

Alle imprese serve più velocità

Velocità: questo è quello di cui c’è più bisogno in questo momento per poter ripartire. “Abbiamo ottenuto un finanziamento da Credimi in poco più di un mese” racconta Cristina Bonomelli di Bergamasca Trasporti. “Abbiamo chiesto il finanziamento a inizio febbraio, l’OK è arrivato in pochissimi giorni e l’erogazione è avvenuta a inizio marzo. Questi soldi dovevano servire per fare degli investimenti aziendali, invece sono stati utilizzati per sopravvivere alla chiusura e per coprire i mancati pagamenti dei clienti.” Esperienza simile quella che ci raccontato Mario Santomauro, titolare del camping Mare Pineta di Paestum, che ha ottenuto un finanziamento di 25mila euro con Credimi Futuro. “In questo momento stiamo subendo perdite del 70%. Avevo chiesto il finanziamento prima dell’emergenza Covid per una ristrutturazione del mio camping, ora ci serviranno per far fronte a questi mesi difficili.”  

Sentimento simile anche per Chiara Codognotto dell’azienda L.P.C., felice di aver chiesto e ottenuto il finanziamento prima dell’esplosione della pandemia: “Ci ha salvati. L’erogazione è arrivata l’8 aprile, l’avevamo chiesta per comprare materiale e invece ci è servita per sopravvivere in questi due mesi e far fronte a tutti i costi fissi”.  

Innovare come risposta alla crisi

Innovare non vuol dire solo implementare nuove soluzioni tecnologiche, ma significa cercare e trovare nuovi strumenti, fare le cose in modo nuovo, anche quando si parla di sostenere la liquidità della propria azienda. Questi imprenditori hanno saputo percorrere nuove strade, non facendosi scoraggiare dalle nuove circostanze. In questo momento storico di contrazione del credito bancario si sono messi in gioco e hanno pensato fuori dagli schemi.  

“Abbiamo chiesto un finanziamento alla banca, ma non sappiamo ancora quale sia l’esito della nostra richiesta” ci racconta Chiara Codognotto, “mio papà, che appartiene alla ‘vecchia’ generazione di imprenditori abituata a guardare avanti e a investire, non si è ‘accontentato’, ha fatto ricerca online e ha scoperto Credimi e i suoi servizi. Ha fatto richiesta e ottenuto subito risposta.

Il sistema bancario è in difficoltà e lento, ma le aziende per vivere devono poter fare investimenti e devono farli in fretta, non possiamo aspettare.” In modo simile ha lavorato anche Scaramozzino di Fastpharma: “Quando ero fermo, ho visto una pubblicità sul web e ho provato a chiedere in giro. Alcuni amici conoscevano l’azienda e i suoi servizi. L’ho trovata impeccabile, dopo una prima analisi ci sono stati offerti 100mila euro, ma non mi servivano e ne ho chiesti 60. Ma la cosa più straordinaria è che è stato fatto tutto online, non abbiamo usato carta.” 

Meno burocrazia e più trasparenza

Tempi di attesa e burocrazia, questi sono i problemi che spesso le aziende devono gestire quando si interfacciano con il canale tradizionale: “Credimi è semplice ed efficace. E soprattutto tutto è trasparente: da subito conosci i costi e benefici e non ci sono sorprese” racconta Diego Bernardi di Inndes, azienda vicentina di progettazione e produzione di macchinari per la manutenzione di materiale rotabile, che ha ottenuto un finanziamento di 25 mila euro a maggio. “Non c’è ancora una vera ripresa, ma la liquidità serve per far fronte ad altre cose, per mantenere vivo il business plan.” Innovarsi, spingersi un poco oltre i propri limiti è un investimento per la propria azienda. E per l’Italia. 

 

Credimi è leader del finanziamento digitale alle imprese in Europa Continentale, con oltre 900 milioni finanziati in tutta Italia e più di 41 mila richieste di finanziamento processate.

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