Factoring Digitale

Tasso effettivo globale: quanto costa davvero l’anticipo fatture

Anticipo-Fatture

Il vero "tasso effettivo globale" pagato

di: Ignazio Rocco di Torrepadula & Sabino Costanza

Come è possibile che si arrivi a pagare il 7-8% di tasso globale censito da Banca d'Italia, mentre leggiamo nelle notizie finanziarie di emissioni obbligazioni pluriennali a percentuali spesso inferiori al 2% o, nel caso delle banche centrali, vicine allo zero o negative?

E, soprattutto, quando sappiamo di pagare per la nostra impresa un tasso "di utilizzo" sulle operazioni auto liquidanti spesso analogo?

Scopriamo il “mistero” del tegm, per capire quali sono in effetti i nostri tassi anticipo fatture.

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Nelle rilevazioni della Banca d'Italia sulle condizioni alle imprese italiane per le operazioni cosiddette autoliquidanti, tra le quali l’anticipo fatture, si ritrova un "tegm" del 5% che può superare il 7% sulle operazioni sotto i 50.000€. Questi sono valori medi, ma se si tiene conto della soglia di usura (il limite massimo di tassi effettivi applicabili) si scopre che per operazioni sopra i 50.000€ si può pagare fino al 10,3% annuo mentre per quelle sotto i 50.000€ è possibile superare il 12,8%.

Sono statistiche piuttosto affidabili, basate su una comunicazione estensiva (e obbligatoria) da parte di tutti gli operatori finanziari. Insomma sono numeri reali.

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Questi numeri mal si conciliano con la sensazione della Responsabile o del Responsabile di Amministrazione e Finanza in una Piccola o Media Impresa. Molti CFO restano infatti profondamente sorpresi quando si imbattono nelle statistiche di Banca d’Italia. Leggono nelle notizie finanziarie di emissioni obbligazionarie pluriennali a un costo inferiore al 2%. Leggono di tassi delle banche centrali intorno allo zero, o negativi. E, soprattutto, sanno di pagare per la loro impresa una percentuale "di utilizzo" sulle operazioni autoliquidanti spesso analogo. Dunque, come è possibile che come tassi anticipo fatture si arrivi a pagare il 7-8% di "tegm" censito da Banca d'Italia?

 

Tassi anticipo fatture: facciamo chiarezza

La risposta sta nell'aggettivo "globale", giustamente adottato da Banca d'Italia. Nel tasso globale, infatti, oltre a quello per l'utilizzo dei finanziamenti autoliquidanti (e cioè sull'importo che viene anticipato quando si presenta una fattura), sono comprese una serie di altre commissioni e spese, come per esempio le seguenti:

  • Spese di messa a disposizione fido: pagata trimestralmente sull'intero ammontare dell’affidamento
  • Costi di incasso a titolo di rimborso spese
  • Commissione di insoluto: pagata sull'eventuale ritardo di pagamento della fattura
  • Commissione di presentazione effetti: un importo assoluto in euro (es. 5 o 10€ per documento) pagato per ogni fattura presentata
  • Istruttoria: un importo fisso pagato all'apertura della linea di credito
  • Commissione di istruttoria ceduto: un importo fisso pagato per l’analisi creditizia di un nuovo debitore per il quale si sia presentata una fattura

E potrebbero essercene ancora altre.

Ecco quindi risolto il piccolo mistero dei Tasso Effettivo, che purtroppo tanto misterioso non è.

 

Tasso medio anticipo fatture: a quanto può arrivare in realtà

Il tasso effettivo globale, includendo tutte le spese e le commissioni fisse praticate ai clienti, arriva quindi spesso ad essere due o anche tre volte superiore rispetto a quello di utilizzo. In altre parole, se un’impresa paga il 2% annuale sull'utilizzo dei fondi, può sostenere in realtà costi complessivi pari al 4% o anche al 6% dei fondi utilizzati.

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Tutte spese che si riflettono negli oneri finanziari e nei costi amministrativi complessivi sostenuti dall'azienda.

Occorre dunque fare molta attenzione a tutte queste variabili, e valutare l’eventuale possibilità di ridurre questi costi, facendo ad esempio ricorso a strumenti innovativi, come quelli messi in campo dal Fintech, la rivoluzione digitale che sta già rivoluzionando lo scenario finanziario, consentendo di ridimensionare il reale tasso medio anticipo fatture della propria azienda.

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